sport e osteopatia

L’osteopatia che tratta anche
i campioni dello sport

Dall’inizio del mese di luglio il Centro Medico Benvita amplia la sua offerta proponendo un nuovo servizio che, tra le altre cose, pone un occhio di riguardo alla relazione tra sport e osteopatia. Infatti, agli oltre 120 specialisti del nostro poliambulatorio, si aggiunge il dottor Riccardo Lionti, osteopata.

È proprio con lui che oggi cerchiamo di capire meglio a chi si rivolge e che cosa cura un osteopata.

Buongiorno dottor Lionti, prima di tutto cominciamo col botto: l’osteopatia del Centro Medico Benvita avrà un occhio di riguardo per gli sportivi, giusto?

Sì. Poniamo molta attenzione a chi pratica sport e seguiamo già atleti professionisti del calibro di Matteo Pessina, centrocampista dell’Atalanta e della Nazionale. Soprattutto in ambito sportivo è naturale che, in caso di disfunzione muscolare o articolare, gli atleti mettano in atto automaticamente un meccanismo di compensazione. Tale meccanismo, che nel breve periodo appare dare esiti positivi, sul medio-lungo periodo si rileva dannoso e portatore di nuovi e più gravi disturbi. Invece, rivolgendosi per tempo alle cure di un osteopata, l’atleta evita il peggioramento delle sue condizioni.

 Ci spiega di che cosa si occupa l’osteopata?

L’osteopata va alla ricerca della causa primaria del problema. Ho un dolore al ginocchio? Vado dall’osteopata che non mi guarda esclusivamente il ginocchio, ma valuta se questo dolore potrebbe essere causato, ad esempio, da una postura sbagliata del bacino. Ecco che cosa significa andare all’origine del problema: l’osteopata, attraverso tecniche particolari, per restare nel nostro esempio, va a raddrizzare il bacino per far sparire il dolore al ginocchio. Il tutto è realizzato solo attraverso terapia manuale. Non ci si concentra, quindi, solo su sintomo e dolore.

Per dissipare i dubbi di molti, la differenza principale tra osteopata e fisioterapista è che quest’ultimo agisce sul sintomo e sul dolore. Se, ad esempio, ho una fascite plantare, il fisioterapista agisce in loco. Si tratta di due modi differenti di approcciare il problema.

È possibile disegnare un identikit del paziente che si reca dall’osteopata?

Direi che non ci sono età particolari, né vi è una caratterizzazione di genere. Da me vengono uomini e donne, giovani, meno giovani e anziani.

Ci sono delle problematiche che lei tratta che possono essere legate per lo più a determinate fasce d’età?

In realtà no, non ci sono problematiche riconducibili per età o per genere a determinate categorie di persone. Posso affermare, però, che i malesseri più diffusi, indipendentemente da età e genere, sono la lombalgia, la cefalea, l’emicrania e il reflusso gastroesofageo.

Parlando di emicrania o reflusso gastroesofageo, in che cosa consiste l’intervento manuale dell’osteopata?

Bisogna innanzitutto dire che ogni paziente è diverso dall’altro. In secondo luogo, parlando di emicrania, dobbiamo sottolineare come ve ne siano diversi tipi. Pertanto, io effettuo prima un’anamnesi per capire, ad esempio, che tipo di mal di testa dobbiamo affrontare (oggi se ne conoscono circa 150 diversi tipi…). Tra le cause più frequenti ci sono la contrattura cervicale (cefalea tensiva) o le articolazioni delle prime vertebre cervicali (cefalea di origine cervicogenica). L’emicrania risulta molto invalidante per chi ne soffre. È un malessere declinato soprattutto al femminile e può essere accompagnato da sintomi come la nausea, il fastidio alle luci e ai rumori. È dovuta soprattutto a familiarità e a tensioni emotive. L’intervento che si fa parte quindi dalla valutazione della zona della cervicale, del collo, del cranio, per poi procedere col trattamento manuale.

È fondamentale sapere che, a fronte dello stesso problema, il trattamento che deciderò di applicare a Tizio non sarà uguale a quello che applicherò a Caio. Nell’osteopatia non esiste un iter di trattamento predefinito: bisogna sempre valutare il paziente nelle sue caratteristiche fisiche per poi procedere.

E per quanto riguarda il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso è una sofferenza della mucosa esofagea causata dalla risalita di contenuto gastrico dallo stomaco verso l’esofago. Si verifica a causa di un deficit dell’orifizio esofageo inferiore, responsabile del blocco al reflusso. Vi sono poi dei fattori aggravanti quali l’obesità, le tensioni emotive, il tabagismo, l’alcool, il consumo di cioccolato, alcune attività sportive e persino gli abiti stretti. Possiamo dire che tutto ciò che aumenta la pressione addominale potenzialmente fa risalire il contenuto gastrico verso l’alto. L’osteopata interviene migliorando la sintomatologia, lavorando su alcune aree che concorrono al mantenimento di tali sofferenze. Interviene, ad esempio sulle vertebre cervicali, territorio di innervazione dell’esofago e applica alcune tecniche su esofago cervicale, toracico ed addominale.

Ringraziamo il dottor Lionti e ricordiamo che, cliccando su questo link, è possibile contattare gli specialisti del Centro Medico Benvita.

Antongiulio Giove
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