prevenzione urologica

“Movember”, la prevenzione al maschile

Novembre è il mese della prevenzione urologica e il Centro Medico Benvita, attraverso la dottoressa Serena Maruccia, androloga e urologa del Centro, appoggia l’iniziativa “Movember”.

Dottoressa Maruccia buongiorno, ci dice che cos’è Movember?

E’ un’iniziativa a livello mondiale che dovrebbe coinvolgere tutti gli uomini del mondo, ma che, ahimè, in Italia non ha il seguito che meriterebbe. Si svolge ogni anno nel mese di novembre e, per 30 giorni, gli uomini che vi aderiscono compiono il gesto simbolico di farsi crescere dei baffi per raccogliere fondi e sensibilizzare l’attenzione sul carcinoma della prostata. Il motto dell’iniziativa è “cambiare la faccia della salute degli uomini” e lo si persegue cercando di favorire la diagnosi precoce del cancro alla prostata, aumentare l’efficacia dei trattamenti e ridurre il numero dei decessi.

Movember nasce perché c’è una grande necessità di sensibilizzare sulla prevenzione in campo urologico tanto quanto negli altri campi, o perché l’urologia ha una sua peculiarità e un suo bisogno di attenzione maggiori perché riguarda una geografia ancora difficile da affrontare, che per molti versi è ancora tabù?

Sicuramente per la seconda ragione che ha espresso: le “aree geografiche” che riguardano la prevenzione urologica colpiscono tanto l’immaginario maschile, a tal punto che sembra loro quasi che si tratti di una violazione della privacy. Andare ad esplorare “quelle zone” è inconcepibile per gli uomini.

Quindi la creazione di un’iniziativa come Movember è una vera e propria esigenza dettata anche dalla necessità di aiutare il maschio a superare certi imbarazzi, giusto?

Sì, senz’altro. Lei pensi che la donna ha delle tempistiche biologiche molto precise dettate dalla crescita e dallo sviluppo: prime mestruazioni, primo rapporto, uso della pillola, gravidanze, menopausa, sono tutte tappe che prevedono controlli medici che poi si rinnovano nel corso degli anni. È decisamente improbabile, ad esempio, che una donna, seppur senza avere figli, arrivi a 30 anni senza aver fatto una visita ginecologica. È molto probabile, invece, che un uomo arrivi a 30 anni senza aver fatto una visita dall’andrologo.

Mi sbaglio se dico che sembra, ahimè, ancora una volta una questione culturale?

No, è vero. Gli uomini conoscono bene i vari esami periodici che dovrebbero fare le donne, ma non sanno che cosa dovrebbero far loro per prendersi cura della loro salute. A me capita spesso che gli uomini mi chiedano che lavoro faccia e, quando rispondo “l’urologa”, mi sento dire “non ne ho ancora bisogno, sono ancora giovane, ci vuole tempo”, come se si dovesse andare dall’urologo solo in presenza di disturbi dell’area sessuale. Questo perché il concetto di fare prevenzione, in campo maschile, è veramente molto poco diffuso.

È bizzarro pensare che noi uomini, spesso così attenti al controllo periodico della nostra auto, siamo così superficiali riguardo al controllo del nostro corpo…

Vero, controllate l’auto ogni quindicimila chilometri, ma non vi ponete il problema, ad esempio, di avere dei testicoli troppo piccoli o troppo grandi.

Credo che, nell’ignorare la necessità di una prevenzione regolare e costante, incida molto l’idea che ci si fa della visita urologica…

Senza dubbio incide. La visita consiste nell’ispezione dell’addome, attraverso la palpazione, della mammella (anche l’uomo può avere il tumore al seno, è l’1% della totalità dei tumori al seno), si vede poi se il pene è regolare o ha malformazioni, se le dimensioni dei testicoli sono corrette. E il testicolo è fondamentale, perché produce testosterone e spermatozoi. Il controllo della prostata nasconde il timore che vi possano essere come conseguenze problemi di incontinenza urinaria e di erezione, ma è esattamente il contrario!

Quali sono gli aspetti che si dovrebbero controllare? Per prevenire che cosa?

Quel che si dovrebbe fare è quantomeno una visita urologica ogni anno. Le patologie che si vanno a prevenire attraverso una diagnosi precoce sono il tumore della prostata o ai testicoli.

E da che età bisognerebbe cominciare a fare questa visita?

Da quando si abbandona il pediatra.

Qual è l’incidenza delle patologie relativamente all’età?

Il tumore ai testicoli è statisticamente più frequente tra i 15 e i 30 anni ed ha una mortalità molto più elevata del tumore alla prostata che, invece, è più diffuso oltre i 50 anni.

Ringraziamo la dottoressa Maruccia e ricordiamo che, da questo link, è possibile prenotare una visita ambulatoriale con lei presso il Centro Medico Benvita.

Antongiulio Giove
Antongiulio Giove
staff@benvitamedica.com
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