medicina estetica

Chirurgia plastica e medicina estetica

Incontriamo oggi il dottor Carlo Fidanza, chirurgo plastico specializzato in chirurgia e medicina estetica, col quale proviamo a capire che cosa si può fare presso gli ambulatori di Benvita per migliorare o correggere il nostro aspetto. Chi volesse prenotare un appuntamento per un consulto può cliccare sul link a fine pagina.

Buongiorno dottor Fidanza, ipotizziamo che le chieda di voler ringiovanire la pelle del mio volto. Che cosa mi consiglierebbe?

(ride…) Beh, innanzitutto le direi che è capitato bene, perché in un centro come Benvita c’è la possibilità di fare più cose combinate tra loro perché si è visto come, per il raggiungimento di un risultato, l’ideale è usare più armi.

Mi spieghi meglio: quali sarebbero queste armi?

Sistema rigenerativo, acido ialuronico e biorivitalizzazione per nutrire la pelle; una tossina botulinica per rilassare la muscolatura; un laser per dare maggior turgore. Il tutto per arrivare al risultato finale che è un antiaging del volto.

Quindi medicina e non chirurgia?

Come dicevo poc’anzi, per un ringiovanimento naturale del viso l’ideale è usare più armi, compresa la piccola chirurgia. Qui da Benvita c’è la possibilità, utilizzando il PRP (plasma ricco di piastrine), usato già da tempo in medicina estetica, di fare la rivitalizzazione con le proprie cellule.

Ovvero?

È simile al procedimento “Rigenera” del dottor Perego (leggi: “Il trapianto rigenerativo” ndr): la preparazione è uguale perché è una siringa che si inietta, ma una inietta PRP, mentre l’altra va a prendere e inietta cellule rigenerative. C’è poi una differenza sta nei costi: il PRP oscilla tra i 300 e 400 euro, mentre il “Rigenera” costa un po’ di più e dura un po’ di più. Sono due cose diverse, ma con la stessa finalità.

Sta cambiando qualcosa nel mondo della chirurgia estetica?

Sì, rispetto a dieci-quindici anni fa ha preso sempre più piede una chirurgia meno invasiva, violenta, a vantaggio di una più soft, con tempi di recupero più veloci, a cui si può associare la medicina estetica. Quindi mini chirurgia estetica associata alla medicina estetica.

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Perché questa trasformazione?

Questo cambiamento che definirei epocale è stato reso possibile dall’evoluzione del farmaco: mentre la chirurgia è rimasta bene o male uguale, il farmaco è diventato sempre più performante. Quindi negli anni si è vista sempre meno chirurgia aggressiva e più mini-chirurgia associata alla medicina estetica.

Ma questo nuovo approccio porta ad intraprendere un percorso più lungo?

Sì, è vero. Non siamo più negli anni in cui facevi una chirurgia “strong”, toglievi 20 anni (spesso con risultati esteticamente discutibili) e il chirurgo non lo vedevi più. Adesso si tende a spendere meno, ma a prolungare la frequentazione col medico per fare una sorta di “tagliandi” di mantenimento. Se vuoi mantenere quel risultato nel tempo, ogni tanto (un anno, anno e mezzo, sei mesi, dipende da quello che vuoi) devi ripresentarti dal medico. Si instaura un rapporto come quello che si crea col dentista, con visite periodiche. Il tutto è agevolato anche dal fatto che i mini interventi di medicina estetica non hanno effetti collaterali e non provocano allergie poiché si tratta di prodotti naturali: dopo averlo fatto si può andare tranquillamente a lavorare. È un approccio che va sicuramente incontro alle esigenze della gente: non ha tempo, non vuole cose che la stravolgano e vuole fare qualcosa di cui possa vedere subito il risultato e che si mantenga nel tempo.

Quale potrebbe essere l’iter a cui ci si sottopone? Ci sono pratiche che sicuramente vanno fatte prima di altre?

Dipende da che cosa si vuole ottenere. Se si parte con un intervento di microchirurgia, o meglio chirurgia mini invasiva (blefaroplastica, lifting della regione temporale, del sopracciglio), poi bisogna associare la medicina estetica sotto forma di laser, ridefinizione dei volumi del viso con l’acido ialuronico, distendere le rughe col botulino. Poi bisogna pensare alla qualità della pelle, perché la pelle va nutrita. Allora si apre il discorso del biorivitalizzante con farmaco, biorivitalizzante col PRP e col “Rigenera”. Sono tre possibilità improntate a nutrire la pelle, non a riempire solchi, né a distenderli. La pelle così diventa più lucida, più tonica, più fresca, più giovane. Ogni paziente è una storia a sé e ha bisogno di uno o più di questi trattamenti.

Qual è l’identikit del paziente che chiede questo tipo di intervento?

Dalla ragazza di 25 anni che vuole un labbro più definito o lo zigomo leggermente più pronunciato, fino ad arrivare ai 70-80enni. L’apice della curva si trova però intorno ai 40-55 anni, donna, che non si rassegna al passare del tempo e vorrebbe sembrare come dieci anni prima. E proprio perché è molto meno costoso rispetto al passato, diventa un percorso calpestabile da molti.

I mantenimenti di cui parlavamo prima, ogni quanto tempo vanno fatti?

Il botulino dura mediamente 5 mesi; l’acido ialuronico una volta all’anno, ma se si pensa di fare il lipofilling, cioè usare il proprio grasso, passano anche 3 o 4 anni. Con il rivitalizzante dipende: il PRP una volta all’anno, “Rigenera” dura invece 3 o 4 anni. In media direi due volte all’anno.

Ringraziamo il dottor Fidanza e invitiamo a cliccare su questo link per fissare un appuntamento con lui presso gli ambulatori del Centro Medico Benvita.

Antongiulio Giove
Antongiulio Giove
staff@benvitamedica.com
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