infortuni estivi

I più frequenti infortuni estivi

Estate significa vacanza e aumento dell’attività all’aria aperta. Insieme al dottor Pasquale Gifuni, ortopedico del Centro Medio Benvita, scopriamo quali sono gli infortuni estivi più diffusi.

Buongiorno dottor Gifuni, inizierei da un malessere da spiaggia, quello che definisco mal di schiena “da asciugamano”: perché nasce? Come si può evitare?

Quello che lei chiama mal di schiena “da asciugamano” è causato dal mantenimento prolungato della stessa posizione, o supina (pancia in su) o prona (pancia in giù) che determina un aumento della tensione a livello della muscolatura lombare. Questo accade perché non siamo abituati a mantenere quella posizione per tempi prolungati. Infatti, anche quando dormiamo, sebbene pensiamo di dormire a pancia in su, in realtà ci addormentano così, ma poi cambiamo posizione nel corso della nottata. Da un punto di vista fisico, succede che, soprattutto in posizione supina, il mantenere le gambe distese determina una situazione di stress notevole a livello della muscolatura lombare che determina poi l’insorgenza della sintomatologia dolorosa.

In che modo si può evitare questo fastidio?

Quando si prende il sole supino, sarebbe opportuno, ogni tanto, raccogliere le gambe flettendo le ginocchia e modificando così la posizione del bacino e, dunque, della colonna vertebrale. È un’azione che evita l’insorgenza del mal di schiena “da asciugamano”: occorre cambiare la posizione nella quale si prende il sole.

La testa rialzata può essere anch’essa un espediente per evitare l’insorgenza di malesseri?

Un piccolo appoggio per la testa può essere utile per evitare i dolori cervicali, ma non incide sulla parte lombare.

Per il suo tipo di attività ha potuto riscontrare che c’è un incremento di infortuni legati a questo periodo dell’anno?

Sì. Il primo aumento si verifica con la chiusura delle scuole e la contemporanea apertura dei campus sportivi o degli oratori feriali, luoghi dove avviene… praticamente di tutto. Le scuole sono finite da poco e abbiamo già avuto casi di ragazzini con fratture del polso, dello scafoide e distorsioni varie. In questo periodo, quindi, c’è un aumento di lesioni, soprattutto agli arti superiori, nella fascia d’età più giovane.

Perché i ragazzini si fanno male soprattutto agli arti superiori?

Perché a quelli inferiori hanno una maggiore mobilità e quindi le lesioni sono molto meno frequenti. Cadendo, poi, mettono mani e braccia in avanti e quindi si generano le tante fratture di polso, gomito, omero, distorsioni…

E per quanto riguarda gli adulti?

Anche per gli adulti c’è questa tendenza all’infortunio: si va nei villaggi all-inclusive e si gioca a qualsiasi cosa. Ci si trova, dopo 10 mesi di inattività, a giocare a pallavolo, calcetto… e, non essendo preparati da un punto di vista muscolare, è più facile che si verifichino incidenti. In questo modo anche i movimenti banali possono risultare deleteri.

Se facciamo un confronto con lo sportivo della domenica che riprende a fare sport dopo l’inverno, possiamo notare una grande differenza. Il suo approccio è graduale, mentre l’adulto nei villaggi turistici affronta lo stress fisico senza alcuna preparazione e, soprattutto, spesso senza alcuna tecnica. Ci si trova a giocare con agonismo esasperato, senza conoscenza del gesto tecnico e senza adeguata preparazione. Per cui l’infortunio è quasi inevitabile. Per gli adulti sono gli arti inferiori quelli più colpiti: soprattutto distorsioni al ginocchio e alla caviglia. Le fratture, negli adulti, non sono numerose.

Restiamo al mare. La corsa in spiaggia è opportuno farla con le scarpe o a piedi nudi?

Non si va a correre in spiaggia! La corsa sulla spiaggia è deleteria, oserei dire: vietata. La sabbia non è adatta alla corsa perché si affonda, a meno che non ci si trovi su una spiaggia talmente battuta da avere un fondo piatto e rigido simile ad una pista di atletica. Fa molto bene, invece, camminare in mare, con l’acqua fino al ginocchio: si fa un ottimo lavoro muscolare senza caricare in maniera particolare le articolazioni.

Andiamo in montagna. Come ci si deve regolare con lo zaino, oggetto indispensabile, per non avere conseguenze sulla schiena?

Anche in questo caso è una questione di preparazione. Innanzitutto il peso dello zaino è uno degli elementi fondamentali e non deve essere eccessivo, ma adeguato alle capacità di ciascuno. Lo zaino deve essere poi regolato in maniera adeguata, cioè le spalline non devono essere troppo morbide lasciando che lo zaino abbia un movimento esagerato, perché questo va a sovraccaricare la colonna vertebrale. Le spalline devono invece essere regolate in modo tale che lo zaino resti adeso alla schiena. In questo modo svolge un po’ la funzione di sostegno e ci fa mantenere belli dritti, aiutandoci a mantenere una postura corretta e a far lavorare la muscolatura in maniera adeguata, evitando che compaia il mal di schiena.

In caso di infortunio, quali sono gli interventi di primo soccorso che dovremmo conoscere?

Ci si basa sempre su un acronimo inglese: RICE. Significa Rest (riposo), Ice (ghiaccio), Compression (compressione), Elevation (Elevazione). Bisogna quindi innanzitutto ridurre il carico sulle articolazioni mettendole a riposo; posizionare poi del ghiaccio sulla parte in questione; fasciare la zona colpita; mantenere la parte infiammata al di sopra del livello del cuore per una migliore circolazione. Naturalmente, in presenza di deformità importanti, saremmo davanti ad un segnale di interessamento della parte ossea e quindi a quel punto bisognerebbe andare subito al pronto soccorso.

Ringraziamo il dottor Gifuni e ricordiamo che, cliccando su questo link, è possibile entrare in contatto con gli specialisti del Centro Medico Benvita.

Antongiulio Giove
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