gambe gonfie

Piedi gonfi? Gambe gonfie?
E’ anche una questione di…gravità

Quante volte, in particolare d’estate, abbiamo avuto la fastidiosa sensazione di avere le gambe gonfie? Il dottor Antonio Sorropago, cardiologo presso il Centro Medico Benvita, ci fa entrare nel mondo dei gonfiori estivi e ci spiega perché, col caldo stagionale, soprattutto gli arti inferiori sono soggetti a questo malessere.

Buongiorno dottor Sorropago, che cosa succede alle nostre gambe quando entriamo nella stagione estiva?

Con l’estate e con l’aumento delle temperature, ciò che può succedere è che, soprattutto a livello di estremità inferiori e quindi di gambe, si verifichino dei gonfiori.

Perché? Che cosa accade al nostro organismo?

I gonfiori si manifestano per due motivi: innanzitutto perché il caldo ha un effetto vasodilatatore e quindi le arterie, ma soprattutto le vene, tendono a rilassarsi. In secondo luogo la posizione eretta tende per gravità a far andare tutto verso il basso, sangue compreso. Ricordiamo che il sangue ha una parte costituita di acqua e una parte costituita da cellule. Ebbene, ovviamente dalle vene le cellule non possono uscire perché sono troppo grandi. Accade pertanto che, stando in piedi, col caldo e la vasodilatazione, si favorisce la fuoriuscita di acqua e il suo accumulo nelle estremità.

Se questo processo avviene ad un soggetto che ha una vita normale, ovvero che si muove regolarmente, che cammina, l’accumulo avviene nelle gambe, nei piedi e in alcuni casi fino al ginocchio. Se invece il soggetto è una persona anziana che fa poco moto, o è allettato o su una sedia a rotelle, si può arrivare ad avere un edema anche alla base sacrale o all’altezza delle cosce.

Come si individua con certezza una condizione di gonfiore rispetto ad altre eventuali patologie?

Innanzitutto occorre riconoscere gli edemi causati dalle vene che si rilassano da quelli dovuti al cuore e ai problemi di circolazione. Un elemento importante che aiuta il discrimine è il fiato: se siamo in presenza di un affanno, anche a riposo, si tratta di edemi legati a problemi cardiaci. In caso contrario si tratta di problematiche legate alle vene che si rilassano ed allora vi sono dei segnali come i capillari visibili o vere e proprie vene varicose.

Per contenere, rimediare o evitare le gambe gonfie che cosa si può fare?

Parliamo degli edemi venosi e in questo caso i segreti sono due: cercare di non stare troppo tempo fermi, né in piedi, né seduti, perché il movimento aiuta le gambe e la circolazione. Anche il movimento in acqua, mare o piscina, riduce l’effetto della gravità sulle gambe e quindi favorisce la circolazione. Un altro rimedio è rappresentato dalle calze elastiche che esercitano una compressione graduata sulla gamba: più forte verso la caviglia, meno forte verso il ginocchio. In questo modo aiutano il ritorno del sangue al cuore poiché contrastano la forza di gravità che, invece, agevola il flusso verso il basso. Le calze elastiche sono di due tipi: riposanti, che non hanno bisogno di prescrizione medica, e medicali.

Esistono dei rimedi medicali per le persone che devono per forza stare in piedi e che quindi vivono quotidianamente una condizione che può agevolare il gonfiore delle gambe?

Vi sono sostanze che hanno un effetto flebotonico, ovvero che aumentano il tono venoso e quindi favoriscono il ritorno del sangue verso il cuore. Ovviamente più intenso è il caldo, meno efficaci sono queste terapie. Sono sostanze utili soprattutto per chi non ha problemi seri, perché possono dare sollievo e ridurre il gonfiore. Mentre per chi ha edemi più importanti, da sole non sono sufficienti. Rappresentano quindi una prima linea di trattamento poiché si tratta di integratori, non farmaci.

L’alimentazione riveste un ruolo importante nel prevenire i gonfiori alle gambe e in generale?

A livello alimentare è sempre consigliata un’idratazione importante: più il circolo sanguigno è idratato, maggiore è la circolazione. È importante altresì un adeguato apporto in termini di proteine e sali minerali poiché favoriscono il rimanere all’interno delle vene della componente acquosa del sangue.

Ringraziamo il dottor Sorropago e ricordiamo che, cliccando su questo link, è possibile entrare in contatto con gli specialisti del Centro Medico Benvita.

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Antongiulio Giove
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