estate e problematiche cardiache

Per evitare i capricci estivi del cuore

Oggi incontriamo il dottor Antonio Sorropago, cardiologo presso il Centro Medico Benvita, col quale cerchiamo di capire quale relazione può nascere tra estate e problematiche cardiache. Ovvero in che modo la stagione estiva può condizionare malesseri cardiaci già esistenti o generarne di nuovi.

Buongiorno dottor Sorropago. Estate e problematiche cardiache: in che modo un periodo di vacanza può causare malesseri che potrebbero riguardare un cardiologo?

Andando sia al mare, sia in montagna ci si sposta dalla propria abitazione andandosi a confrontare con un ambiente differente e un clima differente che possono influire sul nostro sistema circolatorio.

Andiamo per gradi: che cosa succede al mare?

Al mare le principali problematiche sono due: la prima è l’unione di caldo e maggior grado di umidità; la seconda è una conseguenza della prima, ovvero il tuffarsi nell’acqua fresca o fredda dopo essersi esposti al sole e aver aumentato la propria temperatura corporea.

Che cosa succede al nostro organismo se si verificano queste condizioni?

Caldo e umidità tendono a far due cose: abbassare la pressione e far sudare, quindi ci portano a perdere liquidi e sali minerali. Esponendosi al sole l’organismo si riscalda, la temperatura corporea sale e la pressione scende: se ci si bagna repentinamente in acque fredde si può generare un malessere dovuto alla iperattivazione vagale dell’organismo con una sintomatologia che può essere anche lo svenimento.

Alla luce di quanto detto, quali sono le precauzioni da prendere?

Vi sono alcune attenzioni da osservare al mare. Innanzitutto occorre tenersi idratati e reintrodurre vitamine e sali minerali attraverso un’alimentazione quanto più possibile a base di frutta e verdura. Poi bisogna ascoltare il proprio corpo: i primi segnali di problematiche sono i capogiri e la sensazione di fiacchezza, fino ad arrivare agli svenimenti. Questi segnali indicano che c’è qualcosa che non va e, nel 99% dei casi, si tratta della pressione. In questi casi risulterà troppo bassa a causa di un’inadeguata volemia, ovvero un insufficiente quantitativo d’acqua all’interno del volume del sangue circolante. Se si è cardiopatici bisognerebbe fare una revisione, insieme al cardiologo, della terapia che si sta assumendo. Si dovrebbe tener conto, infatti, delle particolari condizioni ambientali in cui si vive d’estate e delle conseguenze che queste hanno sul fisico (caldo e disidratazione).

Che cosa succede al nostro organismo quando aumenta la temperatura?

Un insieme di cose: il caldo ha un effetto vasodilatatore e abbassa la pressione. Determina poi sudorazione, ovvero perdita di liquidi, quindi disidratazione, e di sali minerali. La vasodilatazione, più la perdita di liquidi e di sali minerali determinano da un lato la sensazione di stanchezza, dall’altro l’abbassamento della pressione (che si manifesta attraverso la fiacchezza, fino al capogiro o lo svenimento, oppure all’accelerazione del battito cardiaco).

Per quanto riguarda la montagna quali sono le problematiche che possono insorgere?

Rispetto alla temperatura c’è il problema opposto del mare: chi vive in città ha una pressione ben controllata, ma in montagna l’effetto dell’alta quota associato al fresco, possono generare un’impennata della pressione verso l’alto. Quindi bisogna controllarla, soprattutto se si va ad alta quota. In questo caso, eventualmente, ci sono dei farmaci specifici per evitare che la pressione sia troppo alta.

Ci sono delle patologie che sconsigliano la frequentazione di località di mare o di montagna?

Le uniche vere limitazioni sono le cardiopatie gravi. Anche chi ha avuto un infarto da più di tre mesi, in accordo col cardiologo può allontanarsi da tutto e andare al mare o in montagna. Particolare attenzione devono farla le persone che hanno il cuore particolarmente dilatato, con una capacità di contrazione molto ridotta rispetto alla norma. Questi sono gli unici soggetti che, prima di recarsi al mare o in montagna, devono fare attenzione e, sicuramente, confrontarsi col proprio cardiologo.

Non c’è quindi qualche controindicazione imposta dall’età, ad esempio per bambini molto piccoli o anziani?

Spostarsi verso la montagna o il mare non è assolutamente controindicato a qualsiasi età. Esistono, però, circostanze particolari: è chiaro che per i neonati di 2 o 3 mesi non sia il massimo spostarsi da una località dove ci sono ospedali che possano far fronte ad una qualsiasi emergenza; così come per l’anziano che soffre di alcune patologie. Ma l’anziano sano può andare dappertutto.

Quindi diciamo che, se il soggetto è sano, o anche se ha avuto un problema cardiovascolare, ma è guarito da più di tre mesi, può tranquillamente andare in vacanza ovunque. Chi invece ha una patologia grave deve invece rimanere in ambito protetto, in prossimità di ospedali. Chi poi sta già seguendo una terapia, è bene che prima di spostarsi consulti il proprio medico.

Ringraziamo il dottor Sorropago e ricordiamo che, seguendo questo link, è possibile contattare gli specialisti del Centro Medico Benvita.

Antongiulio Giove
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