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La depressione è una malattia: si può curare

Sempre più di frequente e sempre in maniera inappropriata sentiamo pronunciare le espressioni “sono depresso” o “mi deprimo” o “mi viene la depressione” per indicare stati d’animo quali delusione, tristezza, amarezza. Sarebbe come dire “sto morendo” quando prendiamo una botta o ci facciamo un taglietto: come non si muore per un’escoriazione, allo stesso modo non si cade in depressione per una giornata storta, un momento-no o quando ci avvolge un velo di tristezza.

CHE COS’E’ LA DEPRESSIONE?

Ma allora, che cos’è la depressione? La depressione è una malattia, e come tale va affrontata e curata. Ed è una malattia dalla quale si guarisce! Un tempo si chiamava “mal de vivre”, oggi la depressione è, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, la patologia psichica più diffusa al mondo.
In effetti, affrontando l’argomento depressione, trattiamo una materia che riguarda da vicino quasi 300 milioni di persone, con conseguenze spesso molto gravi che ci impongono una chiara e netta distinzione rispetto alle normali fluttuazioni dell’umore e alle risposte emotive di breve durata alle sfide che la quotidianità ci impone. La depressione condiziona il nostro vivere, sia a casa, sia a scuola o sul lavoro, impedendoci di affrontare la vita secondo la nostra normalità: quando va bene “funzioniamo peggio”, quando va male, invece, il rischio è molto alto.

I LIVELLI DI DEPRESSIONE

Un episodio depressivo può essere classificato come lieve, moderato o grave, in base all’entità dei sintomi che lo accompagnano. Un individuo con un episodio depressivo lieve avrà qualche difficoltà a continuare il lavoro ordinario e le attività sociali, ma probabilmente non cesserà di funzionare completamente. Invece, durante un episodio depressivo grave, è altamente improbabile che il malato possa continuare con le attività sociali, lavorative o domestiche, se non in misura alquanto limitata. Un’altra discriminante per classificare la depressione è data dalla storia dei soggetti, ovvero se abbiano o meno alle spalle una storia di episodi maniacali. I vari tipi di depressione possono essere cronici, con ricadute, soprattutto se non vengono curati in maniera adeguata.

Si parla di disturbo depressivo ricorrente quando l’individuo va incontro a episodi depressivi ripetuti durante i quali sperimenta calo dell’umore, perdita di interesse e divertimento ed energia ridotta che porta ad una diminuzione delle sue normali attività per almeno due settimane. I sintomi che spesso accompagnano gli episodi depressivi sono l’ansia, i disturbi del sonno e dell’appetito, dei profondi sensi di colpa, una scarsa autostima e un netto calo della concentrazione.

CHE COSA ORIGINA UNO STATO DEPRESSIVO

La depressione deriva da una complessa interazione di fattori sociali, psicologici e biologici. Chi nella vita ha attraversato eventi particolarmente avversi o traumatici, come ad esempio disoccupazione, lutti, traumi psicologici, ha maggiori probabilità di sviluppare la depressione e di finire di conseguenza in un vortice che non fa che peggiorare le oggettive condizioni di partenza, proprio perché, come dicevamo prima, non le si riesce a gestire nella maniera dovuta.
Esiste una correlazione tra depressione e salute fisica: le malattie cardiovascolari, ad esempio, possono portare alla depressione e questa può avere, come conseguenze, il manifestarsi di malattie cardiovascolari.

COME SI CURA

Abbiamo affermato in principio che la depressione è una malattia come tante altre: allora come la si affronta? Come la si cura? Per la depressione moderata e grave vi sono trattamenti efficaci che prevedono la combinazione di un approccio psicologico, come la terapia cognitivo comportamentale o la psicoterapia, con uno farmacologico attraverso la somministrazione di antidepressivi. Per i casi di depressione lieve, invece, mentre risulta efficace l’approccio psicologico, non lo è l’uso di farmaci antidepressivi.

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Antongiulio Giove
Antongiulio Giove
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