alimentazione estiva

Alimentazione estiva: i consigli dell’esperto

Alimentazione estiva: che cosa è meglio mangiare quando fa caldo? C’è qualche differenza tra cibi “da mare” e cibi “da montagna”? Ne parliamo col dottor Ferruccio Cavanna, biologo della nutrizione presso il Centro Medico Benvita.

Buongiorno dottor Cavanna, è corretto parlare di un’alimentazione estiva, tipica della stagione?

Sì, senz’altro. Parliamo di alimentazione estiva in quanto legata ad un particolare periodo dell’anno che genera particolari condizioni climatiche, indipendentemente dal fatto se si vada al mare o in montagna.

Quanto dovremmo bere in estate?

Di norma si dovrebbero bere circa due litri d’acqua al giorno. D’estate anche di più, perché si consumano più liquidi e ciò avviene molto più facilmente. E non bisogna aspettare il segnale di sete, perché rappresenta già un segnale di allarme: è il corpo che ci dice “qui manca acqua, bevi!”.

Quali sono i punti fermi dell’alimentazione estiva?

I capisaldi sono sempre gli stessi. Innanzitutto bisogna fare attenzione all’idratazione: bere molto e mangiare alimenti ad alto contenuto di acqua e di sali (perché con l’aumento delle temperature e il conseguente sudore si perdono molti sali). Questo primo punto porta inevitabilmente a ribadire, ancora una volta, che l’alimentazione giornaliera dovrebbe comprendere cinque porzioni tra frutta e verdura. È ormai risaputo, ma in estate è ancora più importante puntualizzarlo perché, in questo periodo, compaiono vegetali stagionali di ottima qualità. Tra questi abbiamo pesche, albicocche, ciliegie, vegetali che normalmente non dovrebbero esserci d’inverno, come le insalate che, tranne alcune eccezioni, non sono invernali. È quindi proprio la natura che, in estate, ci offre prodotti assolutamente in linea con le esigenze fisiologiche del momento. 

Occorre poi stare attenti ad un aspetto spesso troppo trascurato: il cambio di temperatura dovrebbe comportare una diversa attenzione nella conservazione dei cibi. Bisogna cercare di mantenere la catena del freddo e non “parcheggiare” a temperature inadeguate, perché troppo calde, alimenti freschi.

Un ultimo consiglio che mi sento di dare parlando di alimentazione estiva, riguarda il gelato. Si tratta di un ottimo alimento, soprattutto se artigianale e se si tratta dei classici sorbetti. Stiamo parlando infatti di acqua e frutta miscelati, quindi un alimento sano e in linea con quanto detto in precedenza riguardo all’idratazione. I gusti alle creme, invece, hanno zuccheri aggiunti e rischiano di contenere additivi chimici o addensanti.

Ci sono accorgimenti alimentari di cui tener conto quando si va in vacanza?

Cambiando località, il consiglio è di seguire alimentazione e tradizioni del posto.
Vero è che, andando all’estero, troviamo un’alimentazione che, nel 99% dei casi, è diversa dalla nostra. Il carboidrato cambia, magari ci sono il riso o le patate anziché la pasta o il pane. Il condimento è diverso: in Europa del nord abbonda l’uso di grasso animale (burro, strutto…), noi al sud facciamo uso abitualmente di grasso vegetale (olio). Si dovrebbe però cercare di mantenere comunque la corretta divisione dei nutrienti secondo la dieta mediterranea: 50% carboidrati, 30% grassi e 20% proteine. Se si padroneggiano le caratteristiche degli alimenti, è una suddivisione che si riesce a fare in qualsiasi contesto ci si trovi.

Qual è la migliore alimentazione da spiaggia?

Cibi freschi, leggeri e poco cotti poiché hanno un tempo di svuotamento gastrico molto rapido. Il cibo fresco e freddo è svuotato prima di un cibo grasso e caldo, per cui l’alimentazione in spiaggia potrebbe essere un’insalata anche con la frutta e il tonno o la bresaola. In questo caso la digestione è rapida.

Si può fare una differenziazione tra mare e montagna?

Paradossalmente quando si va in vacanza, soprattutto in montagna, si fa un esercizio fisico superiore. Chi va in montagna va generalmente a camminare, quindi bisogna mantenere un giusto apporto calorico per compensare il dispendio energetico, oltre a garantire comunque l’idratazione perché, anche a duemila metri, il sole picchia parecchio, si suda e si perdono liquidi e sali minerali.

Ringraziamo il dottor Cavanna e ricordiamo che, seguendo questo link, è possibile prendere appuntamento con gli specialisti del Centro Medico Benvita.

Antongiulio Giove
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