Adolescenti, sì, ma anche contenti?

“Epoca in cui l’esperienza si conquista a morsi”, così Jack London definì l’età della transizione per antonomasia: l’adolescenza. Transizione dal mondo bambino al mondo adulto, in cui un ragazzo non capisce se una ragazza gli dia più fastidio o gli generi più il desiderio di baciarla. Il tutto, naturalmente, con ovvia reciprocità. Un’età che, per l’adulto che osserva il sangue del suo sangue trasformarsi in un essere talvolta irriconoscibile che perde la delicatezza dell’infanzia iniziando, come da citazione iniziale, a mordere la vita e gli affetti che lo circondano, diventa incomprensibile.

Ma come vivono gli adolescenti questa fase del loro percorso verso la trasformazione definitiva in donne e uomini? La risposta, sorprendente, è “decisamente bene”, sia per quanto riguarda la percezione che hanno della qualità della vita, sia per come considerano il loro stato di salute.

Secondo il quadro che emerge dalle indagini dell’Istat e dagli studi realizzati dall’Istituto Superiore di Sanità su ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, i dati più rilevanti sono l’88,2% che si dichiara più che soddisfatto della propria qualità della vita e il 90% che dichiara di avere uno stato di salute buono o eccellente.

La percezione della qualità della vita decresce lievemente con l’aumentare dell’età: per i quindicenni non è proprio tutto meraviglioso come sembrerebbe essere per gli undicenni. Lo stato di salute è, invece, valutato decisamente bene sia all’interno delle fasce d’età, sia tra i due generi.

Il grafico sottostante ci mostra i dati nella loro completezza.

IL RUOLO DEGLI ADULTI

La “mamma è sempre la mamma” e, soprattutto nell’età della trasformazione da bambino ad adulto, è l’interlocutrice favorita dai ragazzi e dalle ragazze. Anche in questo caso esiste una differenziazione di genere, poiché i maschi hanno una maggiore facilità di confronto con le mamme rispetto alle femmine e tale difficoltà aumenta per entrambi i generi col crescere dell’età: l’86% dei ragazzi e delle ragazze di 11 anni ha difficoltà nel dialogo, dato che diventa il 71,9% a 15 anni

Anche nell’interazione con le altre figure adulte di riferimento, gli insegnanti, esiste una percezione favorevole che, però, decresce col crescere dell’età: a 11 anni chi c’è dietro alla cattedra è visto come persona degna di fiducia, interessata all’alunno in quanto persona e che accetta i ragazzi per ciò che sono (parere del 74,4% degli intervistati), mentre a 15 anni la percentuale scende al 50,9%.

LE ABITUDINI

La percezione della qualità della vita e del proprio stato di salute si scontrano però con una realtà che fa emergere abitudini non propriamente corrette, sotto molti punti di vista.

Un problema, per esempio, è l’alimentazione. Il 25% dei ragazzi non fa colazione prima di andare a scuola e solo un terzo di essi mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno. Le cattive abitudini alimentari si sposano poi con la scarsa attività fisico-motoria. Si pensi che l’organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 60 minuti di attività fisica al giorno e meno del 10% dei nostri ragazzi, nella fascia d’età 11-15 anni, la pratica. Questo matrimonio tra cattiva alimentazione e sedentarietà ha portato ad avere il 16,6% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni in sovrappeso, mentre il 3,2% è obeso.

NON C’E’ ROSA SENZA SPINE

L’ottimismo effervescente delle dichiarazioni iniziali dei ragazzi cela, però, anche alcuni malesseri che giustificano la complessità di questa fase della vita di ciascuno di noi. Nervosismo, mal di testa, mal di stomaco, difficoltà ad addormentarsi, mal di schiena, cattivo umore, sono i principali sintomi riportati dai ragazzi e di cui soffrono almeno un paio di volte a settimana con, in questo caso, una predominanza delle femmine sui maschi e un “peggioramento” crescente col crescere dell’età, dagli 11 ai 15 anni. Sia per le ragazze, sia per i ragazzi, è il nervosismo il sintomo giornaliero più riscontrato, seguito dall’insonnia; mal di stomaco e vertigini sono invece tra gli ultimi malanni registrati.

L’adolescente, come l’adulto, di fronte ai disturbi fisici cerca sollievo attraverso i medicinali e, infatti, il 60,9% dei ragazzi dichiara di averli assunti almeno una volta nell’ultimo mese precedente all’indagine. Anche in questo caso la percentuale di chi fa uso di farmaci aumenta col crescere dell’età: 58,7% a 11 anni, 60,6% a 13 anni e 64,3% a 15.

Di fronte a qualcosa che si manifesti come più incontrollabile e distante dal normale comportamento adolescenziale del “conquistare l’esperienza a morsi”, un consulto con specialisti può essere sicuramente di grande aiuto.

Antongiulio Giove
Antongiulio Giove
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